BEATA VERGINE IMMACOLATA – Nella serata dell’11 giugno 2026, il Consiglio Pastorale si è riunito per un’ampia e articolata sessione di lavoro. L’ordine del giorno, ricco e variegato, ha permesso di tracciare un bilancio approfondito dell’anno pastorale appena concluso, di affrontare le criticità emerse e di gettare le basi per la programmazione futura, con uno sguardo particolare ai progetti e alle sfide che attendono la comunità nei prossimi mesi.
A. Introduzione.
Presenti:
Don Andrea Bergamini, don Giuseppe Ponzoni, Marco Piergiovanni, Michele Punzetti, Mauro Pieragostini, Francesca Punzetti, Silvana Mazzanti, Luigi Rovigatti, Francesco Manfredi, Paola Girino, Silvano Tedeschi, Matteo Rizzo, Luca Baraldi, Lorenzo Fantazzini, Alberto Bonora, Laura Mazzetti, Francesco Frascaroli, Stefania La Giglia, Marco Bizzarri, Elena De Maria, Alessandro Albergamo.
«Vide la grazia di Dio e si rallegrò»
Don Andres ha introdotto leggendo il testo degli Atti della festa di San Barnaba e facendone un commento:
La Parola che abbiamo ascoltato, nella festa di san Barnaba, è un dono prezioso e mi sembra il modo più bello per iniziare il nostro Consiglio pastorale.
Il libro degli Atti degli Apostoli ci porta ad Antiochia, una città di confine, crocevia di popoli, culture e commerci. È proprio lì che accade qualcosa di straordinario: «Un gran numero credette e si convertì al Signore». La Chiesa cresce, non per le proprie capacità organizzative, ma perché il Signore continua a toccare il cuore delle persone.
Quando Barnaba arriva ad Antiochia, il suo primo atteggiamento non è quello di controllare o giudicare. Gli Atti dicono semplicemente: «Vide la grazia di Dio e si rallegrò». È un’espressione bellissima. Barnaba sa riconoscere l’opera di Dio nella vita delle persone e della comunità. Per questo il suo cuore si riempie di gioia e il suo invito è semplice e decisivo: rimanere fedeli al Signore con cuore risoluto.
Vorrei che anche la nostra parrocchia imparasse a guardarsi con questo stesso sguardo. Prima di vedere ciò che manca o ciò che non funziona, siamo chiamati a riconoscere la grazia di Dio già presente in mezzo a noi. Ogni persona che si avvicina alla fede, ogni gesto di carità, ogni cammino condiviso, ogni famiglia, ogni giovane, ogni anziano che continua a credere è un segno concreto della presenza del Signore. E quando sappiamo riconoscere questa grazia, nasce anche la gioia.
Ma la comunità di Antiochia non rimane ferma. Mentre prega, celebra il Signore e digiuna, ascolta la voce dello Spirito Santo: «Riservate per me Barnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati». È lo Spirito che prende l’iniziativa, che apre strade nuove e manda la Chiesa in missione.
Da questo momento prenderà avvio il primo grande viaggio missionario di Barnaba e Saulo. La Chiesa cresce perché è una Chiesa che ascolta lo Spirito, prega insieme, discerne e ha il coraggio di partire.
Anche noi desideriamo affidarci all’intercessione di Barnaba e Saulo. Chiediamo che accompagnino il cammino della nostra comunità e di tutta la nostra zona pastorale. Il territorio nel quale viviamo attende ancora l’annuncio del Vangelo, attende cristiani capaci di testimoniare con la vita la gioia dell’incontro con Cristo.
Che anche di noi si possa dire ciò che gli Atti raccontano della comunità di Antiochia: che la grazia di Dio era visibile, che la gioia abitava la comunità e che lo Spirito Santo continuava a indicare la strada della missione.
Gli accoliti: un dono per la parrocchia e tutta la Chiesa
Sabato scorso 6 giugno 2026 abbiamo vissuto un momento molto bello con il conferimento del ministero dell’accolitato a Elena e Rossano. È una gioia per tutta la comunità, perché sono persone amate e stimate da tutti, già da tempo generosamente impegnate nel servizio della parrocchia.
L’accolitato non è un riconoscimento della loro bravura pastorale, ma un mandato che li collega non solo alla nostra comunità, bensì all’intera Chiesa di Bologna. Nei due anni di formazione hanno incontrato persone provenienti da molte parrocchie, sperimentando così un orizzonte ecclesiale più ampio. Inoltre, hanno ricevuto dal Vescovo un incarico ufficiale che conferma e sostiene il loro servizio.
Per la nostra parrocchia è un evento significativo: erano ormai venticinque anni che non si conferiva questo ministero, fatta eccezione per Mauro e Michele lo scorso anno. Ci auguriamo che questo sia un segno capace di incoraggiare altri a intraprendere lo stesso cammino.
Guardiamo già ai prossimi passi: Francesco ha iniziato quest’anno il percorso, insieme a Tonino dell’altra parrocchia, e anche Erika ne fa parte. È importante vivere questi ministeri anche nella prospettiva della Zona Pastorale, ricordando che il servizio di un accolito non è destinato soltanto alla propria comunità, ma è un dono per tutte le comunità del territorio.
Su questo tema avremo certamente occasione di tornare e di approfondire ulteriormente il significato e il valore dei ministeri istituiti.
B. Bilancio economico 2025 – Marco Piergiovanni
Il primo punto all’ordine del giorno ha riguardato l’approvazione del bilancio consuntivo per l’anno 2025, presentato da Marco. Il bilancio, già approvato dal Consiglio per gli Affari Economici e dall’ufficio diocesano, è stato illustrato in modo sintetico, evidenziando un disavanzo di 62.000 euro.
Questa cifra, apparentemente negativa, è stata ampiamente giustificata dalla presenza di ingenti spese straordinarie per manutenzioni, pari a 220.000 euro. Al netto di queste voci straordinarie, il bilancio della parrocchia si conferma in salute, con flussi di cassa positivi e la capacità di onorare regolarmente gli impegni finanziari, tra cui il prestito con la parrocchia di Sant’Andrea e il nuovo mutuo bancario.
Le entrate, supportate anche da contributi da enti ecclesiastici per 119.000 euro, e le uscite hanno dimostrato una gestione oculata, con tutte le iniziative (feste, estate ragazzi, ecc.) in attivo. Il bilancio sarà esposto nelle bacheche parrocchiali per la consultazione di tutti. Si è inoltre annunciato che, visto l’assenza di urgenti lavori strutturali, gli anni 2026 e 2027 saranno caratterizzati da una gestione più ordinaria e prevedibile.
B. Resoconto delle Attività dell’Anno Pastorale
1. Catechismo e Giovani
Luigi Rovigatti ha presentato un resoconto completo sull’andamento del catechismo. Il numero degli iscritti si è attestato sui consueti 75-80 bambini, con un miglioramento significativo nella riscossione delle quote (91%). L’organizzazione ha puntato su un modello esperienziale, coinvolgendo i bambini nella preparazione della messa e i genitori come catechisti. L’incontro settimanale prevedeva giochi, merenda e la preparazione della liturgia. Sebbene siano emerse criticità nella partecipazione dei genitori agli eventi comuni e alla messa, si sono registrati anche segnali positivi, come la crescente partecipazione agli incontri mensili di catechesi per genitori (20-30 persone) e l’entusiasmo di alcuni gruppi.
Francesco Manfredi ha poi aggiunto la sua testimonianza, evidenziando come il gruppo del quarto corso abbia sperimentato con successo nuove metodologie comunicative (video, quiz, approccio alla concretezza della fede), vivendo momenti forti come la “Luce di Betlemme”, il Giovedì Santo e la “24 ore nello Spirito”. Ha però denunciato come criticità il fallimento di una collaborazione con Sant’Andrea per il post-cresima, evidenziando le difficoltà nel costruire una reale “zona pastorale”. Francesco ha concluso sottolineando la necessità di una scelta motivata dei catechisti, di superare la netta distinzione tra catechismo e post-cresima e di offrire un accompagnamento strutturato ai giovani.
La discussione si è poi allargata al tema dei giovani, emerso come una delle maggiori preoccupazioni. La mancanza di giovani si ripercuote sull’organizzazione dei momenti di gioco, sull’aiuto nelle classi e sulla percezione che il percorso di fede termini con la cresima. Il post-cresima è stato descritto come un “mondo lontano” dal catechismo, con gruppi di prima media che faticano a trovare una continuità e gruppi più grandi che hanno interrotto l’attività.
Tuttavia, il gruppo giovani (con circa 35 ragazzi) si incontra regolarmente e rappresenta una risorsa. L’esperienza positiva di Sant’Andrea, che mette a disposizione un appartamento per gli incontri, è stata citata come un modello da cui trarre spunto.
Qui i testi preparati e condivisi prima del CPP:
LUIGI ROVIGATTI
Iscritti 75 bimbi, è il numero solito degli ultimi anni, recuperato dal 2024 anno del corso con pochi iscritti.
Quota è rimasta sempre di € 25,00 ed è migliorata la riscossione pari al 91%
Organizzazione quest’anno abbiamo proposto un impegno cosi impostato: ritrovo ore 16.00 in salone e giochi fino alle 16.30 con la merenda preparata dai genitori. Poi incontro fino alle 17.30 e 30 minuti per preparare la partecipazione alla messa, quindi distribuzione delle letture, preparazione dei ministranti, prove dei canti, accoglienza in chiesa con distribuzione dei fogli della messa, preghiera dei fedeli e raccolta questua. In tutti questi servizi si è cercato di coinvolgere, oltre agli scout, anche i genitori.
Questo ultimo aspetto è da migliorare, serve più collaborazione tra catechisti e accoliti per le spiegazioni dei vari servizi e migliore organizzazione del gruppo cantori
Gruppi di catechismo sono 4, uno per anno. Tutti hanno il coinvolgimento, chi più chi meno, dei genitori come catechisti.
C’è un testo di riferimento Passo dopo Passo con testo giuda e quaderno operativo per ogni anno
Programma annuale Il programma ricalca i momenti forti e comunitari che abbiamo proposto in questi ultimi anni, compreso le proposte della zona.
I principali sono:
- Messa di inizio scuola con la benedizione degli zaini
- Incontro cresimandi di zona
- Festa della meraviglia
- Rito del Lucernario ad inizio avvento
- Luce di Betlemme
- Visita alle chiese sorelle
- Festa di carnevale di zona
- Incontro con il Vescovo per i comunicandi e genitori, fatto come zona
- Sabato in seminario per i cresimandi, sempre come zona
- Via Crucis al venerdì santo come zona
- Festa del perdono
- Prime comunioni su una o due domeniche in base al numero dei bimbi con possibilità di fare un pranzo tutti insieme
- Gioco finale del catechismo durante la festa
- Cena dell’amicizia con tutti i bambini della comunità, aiuto compiti, 0-6 anni e catechismo
I temi proposti sono organizzati a moduli su 3 incontri, uno di approfondimento, uno di gioco e uno di esperienza cioè o una testimonianza o una uscita. Il quarto sabato era facoltativo, cioè poteva essere saltato.
Catechismo con i genitori
PUNTI DEBOLI: I genitori del primo corso non si fanno coinvolgere nell’organizzazione degli eventi comuni, lamentano troppe riunioni oltre l’incontro del sabato. Sanno che c’è qualcuno che organizza poi passa le informazioni. Sentono il peso della preparazione degli incontri, anche perché si dichiarano poco esperti della materia. Poca partecipazione alla messa del sabato e alle festività
PUNTI FORTI: i genitori/catechisti hanno idee nuove, coinvolgenti che piacciono a piccoli e grandi, esempio il gruppo di Francesco e Camilla che hanno preferito non seguire la traccia proposta ma proporre qualcosa di diverso che è piaciuto ai ragazzi.
Ci sono genitori che sono in classe e non preparano la lezione ma aiutano nella sorveglianza e negli spostamenti. Si fanno coinvolgere nel preparare la merenda.
Formazione catechisti ha avuto quattro momenti: il congresso annuale dei catechisti ed educatori e corso di zona su 3 incontri (poco partecipati). Da migliorare il coinvolgimento dei genitori/catechisti nel gruppo catechisti e se possibile aumentare gli incontri tra catechisti
Catechesi ai genitori dei bambini di catechismo, abbiamo fatto 5 incontri più la festa del perdono, che hanno riscontrato una buona partecipazione. Sono probabilmente da implementare e la formula che piace è quella del confronto sulle letture della domenica utilizzando anche i commenti che forniamo ogni domenica.
Giovani
Mancano i giovani, questo crea problemi nell’organizzazione del momento di gioco ad inizio pomeriggio, anche perché c’è poco entusiasmo tra i catechisti. Manca l’aiuto nelle classi e nell’organizzazione delle giornate tutti assieme tipo festa del perdono o della meraviglia.
I genitori non vedono cosa c’è dopo il catechismo perché non vedono giovani neanche alla messa, diventa quindi difficile spiegare cosa c’è dopo il catechismo
Scout è migliorata la collaborazione per l’organizzazione dei momenti comuni come la festa inizio, di fine corso, gli auguri di natale agli anziani… ma si può fare meglio spece nella preparazione dei servizi alla messa del sabato sera.
Post cresima Al momento catechismo e post cresima sono 2 mondi lontani, che non si parlano e non si conoscono. Diventa difficile proporre il post ai ragazzi e ai genitori che non hanno riferimenti per cui capire cosa sia il post cresima, sembra tutto finire con la cresima-
Gruppo 0-6 non è andato bene quest’anno perché i genitori che più tiravano il gruppo sono passati al catechismo e quindi dei 7 incontri programmati ne sono stati fatti solo 4. Gli altri 3 sono andati deserti, sembra che sia calato anche l’interesse per questo cammino perché anche alcuni che potevano essere interessati hanno preferito appoggiarsi al gruppo di S. Andrea già strutturato.
Catechesi del buon pastore continua la formazione delle persone che si sono rese disponibili a seguire questo cammino e forse a settembre partiremo con questa nuova proposta. Decidiamo in settimana
Per il nuovo anno inizieremo una settimana prima dello scorso anno il sabato dopo la missione. Ci sono in cantiere nuove idee come momenti che coinvolgano tutti i corsi, ad esempio una giornata sul battesimo, la partecipazione alla domenica con gli ospiti di casa Santa Chiara, visita alla mostra BIBBIA EXPO ed altro..
Andamento Catechismo 4° corso FRANCESCO MANFREDI
- Andamento generale
L’obiettivo iniziale di questo anno catechistico è stato, come sempre, quello di seguire il manuale programmatico. Tuttavia, già dopo i primi due incontri, abbiamo riscontrato una forte difficoltà nel far coincidere le tempistiche e il calendario del testo con le molteplici attività e scadenze concrete della parrocchia.
Per questo motivo, abbiamo scelto di cambiare rotta, lasciandoci guidare dall’ispirazione e sperimentando nuove metodologie comunicative. Abbiamo integrato l’insegnamento con:
- Video, musica, canzoni e quiz interattivi.
- Un approccio mirato alla concretezza: non ci siamo limitati a raccontare “cosa ha fatto Gesù” da un punto di vista storico o nozionistico, ma abbiamo stimolato i ragazzi a riflettere su “cosa fa e cosa cambia Gesù nella mia vita oggi”.
Questo cambio di passo ha generato un ribaltamento positivo, catturando l’attenzione dei ragazzi e rendendoli visibilmente più partecipi e interessati.
- I momenti salienti e i successi dell’anno
L’anno è stato costellato da alcuni momenti di forte intensità emotiva e spirituale, che il gruppo ha vissuto con immenso entusiasmo:
- La Luce di Betlemme: Portare la luce nelle case delle persone anziane della parrocchia è stata un’esperienza di carità vissuta con gioia profonda da tutto il gruppo.
- Il Giovedì Santo: Abbiamo vissuto un momento speciale attraverso un cammino guidato (dalle Palme alla Resurrezione), supportato da video esplicativi. Questo ha permesso ai ragazzi di comprendere appieno il senso profondo dei giorni più importanti del Cristianesimo, culminato con una partecipazione sentita alla Santa Messa.
- La “24 ore nello Spirito” (In preparazione al Post-Cresima): È stata un’attività indimenticabile e curata nei dettagli, che ha visto i ragazzi entusiasti fin dall’attesa della partenza. Tra i momenti più significativi:
- La dimensione comunitaria e di servizio (fare la spesa insieme, cucinare, servire ai tavoli durante il momento di festa con i genitori).
- La fatica della salita e il valore del pellegrinaggio fino alla Madonna di San Luca.
- La suggestiva uscita notturna nel parco per guardare le stelle, che ha aperto lo spazio a domande importanti sulla vita.
- La bellezza della condivisione nel dormire insieme e nello svegliarsi l’indomani per fare colazione, cementando lo spirito di gruppo.
- Criticità e problematiche riscontrate (La Zona Pastorale)
Nota dolente dell’anno è stata la pianificazione dei due giorni di Post-Cresima previsti per settembre, caldeggiata da Don Andres in un’ottica di collaborazione della zona pastorale con le catechiste di Sant’Andrea.
Purtroppo, l’esperienza si è rivelata fallimentare. Già da tempo ricevevamo feedback e voci dai genitori dei ragazzi di Sant’Andrea che manifestavano la totale mancanza di intenzione da parte delle catechiste, di partecipare alle attività e di preparare la due giorni, nonostante avessero deciso le date, insieme a noi. Non abbiamo voluto approfondire le motivazioni specifiche, ma il rammarico resta forte. Questa situazione evidenzia quanto sia difficile e complesso costruire una reale “Zona Pastorale” quando si incontra una totale chiusura e mancanza di volontà di collaborare da parte di alcune realtà. Esperienze del genere mostrano chiaramente come e perché un progetto di zona possa fallire.
- Considerazioni sul futuro: continuità e accompagnamento nel post-Cresima
Questi quattro anni di servizio mi hanno portato a una consapevolezza profonda: fare il catechismo non è un semplice impegno burocratico o una lezione scolastica. Non basta trasmettere dati storici o regole disciplinari; fare catechismo significa testimoniare in prima persona ciò che si è ricevuto.
Per i prossimi anni mi sento di suggerire due punti fondamentali:
- La scelta dei catechisti: Affidare il catechismo solo a chi ha un desiderio autentico e motivazioni profonde. Il mandato andrebbe proposto a chi sente davvero questa chiamata (magari stimolando e interrogando anche i genitori, tra i quali qualcuno potrebbe riscoprire una vocazione nascosta). Se non c’è l’impegno totale di una guida nel trasmettere la gioia e nel saper creare e “fare” il gruppo, diventa quasi impossibile trasmettere ai ragazzi la bellezza dell’incontro con Gesù.
- Il superamento della distinzione netta tra Catechismo e Post-Cresima: Non dobbiamo vedere queste due realtà come mondi separati. Il percorso deve essere unico e continuo. Fin dal secondo corso e fino al quarto, abbiamo insistito molto con i ragazzi sul fatto che il percorso non si esaurisce con la Cresima: al contrario, è proprio da quel sacramento che si mette in atto ciò che si è assorbito, traducendolo in formazione continua e in servizio attivo alla parrocchia. Attualmente si nota una mancanza di continuità: i ragazzi del post-cresima (sia quelli della terza media che i più grandi) si ritrovano spesso senza una guida forte, una figura di riferimento che li segua, li stimoli e li aiuti a rimanere pienamente coinvolti e integrati nelle attività e nei “ranghi” parrocchiali. Fanno i loro incontri, ma rischiano di muoversi come un corpo staccato dal resto. Serve un accompagnamento strutturato che faccia sentire i ragazzi parte viva di un unico cammino.
2. Catechesi degli adulti: un cammino da consolidare
Silvano Tedesci ha riferito che, accogliendo quanto emerso dall’Assemblea parrocchiale, durante la Quaresima è stato avviato un percorso di catechesi per gli adulti. Per quattro domeniche, partendo dal Vangelo del giorno, sono stati approfonditi alcuni temi fondamentali della fede con il supporto di un sussidio che raccoglieva letture bibliche, testi del Magistero e una breve introduzione.
Gli incontri, animati da Silvano, Marco e Francesco, si sono svolti secondo il metodo sinodale, lasciando ampio spazio all’ascolto e alla condivisione. La partecipazione, con una ventina di persone presenti con continuità, è stata positiva e il dialogo si è rivelato ricco e coinvolgente. L’esperienza verrà riproposta anche nel prossimo Avvento e potrà costituire il punto di partenza per la nascita dei futuri Gruppi del Vangelo.
3. La Cresima degli adulti: un’occasione di primo annuncio
Ogni anno la parrocchia propone due o tre percorsi di preparazione alla Cresima degli adulti, con la partecipazione di circa 10-15 persone per corso. Molti vi accedono per poter fare da padrino o madrina o in vista del matrimonio, ma questi incontri diventano spesso una vera esperienza di primo annuncio.
Da questi percorsi sono nate relazioni significative e alcune persone oggi sono inserite stabilmente nella vita della comunità. Sarebbe importante riuscire a dare continuità a questi cammini anche dopo la celebrazione del sacramento, accompagnando le persone nella crescita della fede e creando piccoli gruppi di amicizia e condivisione.
Don Andres ha sottolineato come questo accompagnamento sia una delle priorità indicate anche dalla Chiesa di Bologna: anche gruppi molto piccoli possono diventare luoghi preziosi di fraternità e di crescita reciproca.
4. Il servizio del “foglietto”: una scuola di ascolto della Parola
Silvano ha richiamato il valore del servizio di preparazione del foglietto domenicale. Non si tratta semplicemente di scrivere un commento alle letture, ma di un autentico percorso personale di ascolto, preghiera e approfondimento della Parola di Dio.
Negli ultimi anni questo servizio è stato affidato anche a persone nate dai percorsi di catechesi degli adulti, segno che tali cammini producono nuovi protagonisti nella vita della comunità.
L’invito è ad allargare il gruppo di chi prepara il foglietto: l’impegno è sostenibile e rappresenta un’importante occasione di formazione spirituale. Don Andres ha ricordato che tutti possono rendersi disponibili, anche solo occasionalmente.
È stato inoltre evidenziato come il foglietto debba essere valorizzato maggiormente da tutta la comunità, utilizzandolo sia come preparazione alla Messa sia come aiuto per prolungare durante la settimana la meditazione della Parola ascoltata.
5. Il corso fidanzati: una partecipazione più condivisa
Don Andres riferisce che anche il percorso di preparazione al matrimonio è stato rinnovato. Accanto alle coppie con maggiore esperienza sono state coinvolte due giovani coppie sposate da poco, favorendo un dialogo più immediato con i fidanzati.
Una novità particolarmente apprezzata è stata quella di affidare a ciascuna coppia di fidanzati la preparazione di uno degli incontri insieme alla coppia formatrice. Questo ha reso i partecipanti molto più coinvolti e protagonisti del cammino.
La maggior parte delle coppie arriva al matrimonio dopo anni di convivenza e spesso con uno o più figli. Anche in questo caso il percorso rappresenta anzitutto un’occasione di primo annuncio e di riscoperta del significato cristiano del matrimonio e della vita di fede.
L’équipe che accompagna i fidanzati rimane aperta a nuovi collaboratori, affinché questo importante servizio possa continuare a crescere.
6. Catechesi degli adulti: al matrimonio (don Giuseppe Ponzoni)
Don Giuseppe Ponzoni, assente all’inizio del consiglio pastorale, ha mandato questo suo contributo scritto:
- a) il gruppo dei catechisti (meglio dire animatori) è composto da don Andres, don Giuseppe, una coppia in età avanzata [parrocchia di sant’Andrea], un’altra di mezza età della nostra parrocchia e da due coppie – sempre della nostra parrocchia – sposate da pochi mesi: una che ha partecipato lo scorso anno all’itinerario al matrimonio cristiano da noi, l’altra in altra parrocchia. Questa eterogeneità ha permesso di avere approcci differenti nella proposta dei contenuti e delle esperienze da offrire ai prossimi sposi. Ci si è confrontati sui contenuti e le modalità degli incontri (8) settimanali.
- b) lo scorso anno si decise di coinvolgere le coppie iscritte nella preparazione degli incontri che si sarebbero poi tenuti facendo scegliere alle coppie stesse quali argomenti avrebbero gradito proporre ai compagni di percorso. La stessa metrologia si è fatta anche quest’anno: nella prima serata di conoscenza si sono fatte le proposte e le relative scelte; nel secondo incontro ci si è riunite, per la preparazione, nelle case delle coppie animatrici.
- c) dopo i due primi incontri (di conoscenza e nelle case) si è riflettuto su: – noi due insieme alla ricerca della felicità – Dio è Amore? Cosa c’entra Dio nella vita di coppia? – Spunta una cosa nuova, non ve ne accorgete? – prometto di esserti fedele sempre – accogliere i figli che Dio vorrà donare – il rito: preghiera e testimonianza nella Chiesa e nel mondo
Ricordo che:
- a) Le coppie sono tutte di conviventi da pochi o anche molti anni; alcune hanno già anche figli e comunque sono persone adulte.
- b) Prevalentemente risiedenti nelle nostre parrocchie ma molte di provenienza non della parrocchia ma da Bologna, provinca e Italia (soprattutto meridionale) per cui pochi sono i matrimoni celebrati in parrocchia mentre le istruttorie matrimoniali sono di nostra pertinenza.
Osservazioni personali: eterogenee sono le motivazioni che spingono le coppie a passare dalla convivenza al matrimonio cristiano; per alcuni un inizio di percorso di fede per altri un coronamento che si può fare dopo che si sono sistemate le varie situazioni economiche, figli, abitative…
L’espressione ‘sposarsi in chiesa’ per molti è edificio e cerimonia, per pochi un incontro con Gesù Cristo nella Chiesa; la proposta che si fa dovrebbe essere più Kerigmatica. Questo potrebbe essere possibile con incontri di iscrizione personali e non burocratici. La conoscenza di famiglie di condominio o di scuola o di partecipazione al catechismo dei figli o per il battesimo potrebbero essere occasioni per sollecitare al matrimonio in Cristo.
Alcune tematiche specificatamente di morale (aborto, procreazione responsabile, metodologie di fecondazione, adozione, affido…) non vengono trattate e l’unica formazione è quella trasmessa dai mas media o qualche fugace battuta fatta che potrebbe suscitare curiosità.
7. Benedizioni pasquali: un’occasione preziosa di incontro
Mauro Pieragostini ha presentato un breve bilancio delle benedizioni pasquali. Rispetto all’anno precedente sono stati riorganizzati alcuni percorsi, distribuendo meglio le famiglie tra i vari beneditori. L’esperienza è risultata positiva, anche grazie alla disponibilità di nuovi volontari che hanno dato un contributo importante.
La riflessione si è poi concentrata sul significato delle benedizioni. Don Andres ha ricordato che non devono essere vissute come un gesto frettoloso o puramente rituale, ma come una delle poche occasioni in cui la comunità può entrare nelle case, incontrare le persone, ascoltarle e condividere un momento di dialogo e preghiera. Per questo sarebbe preferibile diminuire il numero delle famiglie affidate a ciascun beneditore, dedicando più tempo a ogni visita e, quando possibile, tornando a trovare le persone.
Alcuni consiglieri hanno raccontato esperienze molto significative: famiglie desiderose di dialogare, persone anziane profondamente commosse dalla visita e anche bambini coinvolti nelle benedizioni, che hanno vissuto l’incontro con entusiasmo. Sono testimonianze che confermano il valore pastorale di questo servizio.
Per il prossimo anno si cercherà di coinvolgere un numero ancora maggiore di volontari, anche attraverso il passaparola e la condivisione delle esperienze positive. L’obiettivo è permettere a più persone di sperimentare questo servizio, vivendo le benedizioni come un autentico momento di vicinanza, ascolto e missione.
Infine è emersa la necessità di aggiornare con maggiore precisione gli elenchi delle famiglie, poiché continuano a verificarsi casi di indirizzi non aggiornati o richieste di benedizione non registrate correttamente.
8. Progetto B.E.T. – Casa Gialla: al via l’accoglienza
Don Andres ha aggiornato il Consiglio sul progetto B.E.T. – Casa Gialla (link), che sta entrando nella sua fase operativa.
Per uno dei due appartamenti è ormai prossima l’accoglienza di una mamma con il figlio e un bambino con disturbo dello spettro autistico. Per il secondo alloggio, invece, la famiglia inizialmente individuata ha rinunciato e la ricerca dovrà ripartire.
Nel frattempo la Casa Gialla è stata utilizzata temporaneamente per rispondere a un’emergenza sociale: due ragazzi originari del Bangladesh, con il padre gravemente malato, hanno potuto trovare ospitalità per alcune settimane grazie alla collaborazione con i servizi sociali del Quartiere.
L’obiettivo del progetto B.E.T., però, è diverso: accompagnare famiglie che hanno già raggiunto una certa autonomia economica ma che vivono una fase di transizione abitativa, aiutandole a trovare una casa stabile e a inserirsi nel territorio.
Grazie a un contributo di 20.000 euro della Fondazione del Monte, dal prossimo autunno sarà possibile avviare il progetto con il supporto di un operatore dedicato. Il coinvolgimento della comunità sarà fondamentale: non si tratta solo di offrire un alloggio, ma di costruire relazioni, accompagnare le famiglie e aiutarle concretamente a trovare una sistemazione definitiva.
9. Mensa Caritas: un’esperienza positiva
Don Andres ha ricordato anche la collaborazione con la mensa della Caritas di via Santa Caterina, durante il periodo di chiusura della sede di Santa Caterina. L’esperienza si è conclusa positivamente e i rapporti con la Caritas sono rimasti molto buoni.
La mensa ha ripreso la propria attività con numeri più contenuti e, dopo alcune difficoltà iniziali nei rapporti con il vicinato, la situazione sembra essersi stabilizzata. In futuro si valuterà la possibilità di distribuire maggiormente sul territorio questo tipo di servizi, evitando un’eccessiva concentrazione in un’unica sede.
10. Riscoprire il cardinale Lercaro
Infine si è riflettuto sul percorso dedicato al cardinale Lercaro. Le brevi “pillole” proposte durante le Messe sono state apprezzate, ma il libro distribuito alla comunità ha avuto una diffusione limitata.
Per questo motivo è emersa l’idea di proporre, in occasione del cinquantesimo anniversario della morte del cardinale Lercaro, una serata aperta alla comunità con la proiezione di un documentario, sul card. Lercaro “Secondo lo Spirito” di Lorenzo K. Stanzani (link del promo), come occasione semplice e coinvolgente per far conoscere il suo pensiero e la sua eredità pastorale.
11. Formazione liturgica e qualità delle celebrazioni
Il Consiglio ha ripreso la riflessione sulle “pillole” di formazione liturgica ispirate agli insegnamenti del cardinale Lercaro. È stato suggerito di collocarle nei momenti della celebrazione a cui fanno riferimento, anziché all’inizio della Messa, così da renderle più efficaci e immediatamente comprensibili. Don Andres ha proposto di riprendere il percorso a partire da settembre, con questa nuova modalità.
È stato però sottolineato che le pillole, pur utili, non possono sostituire una vera formazione liturgica. Il modo più efficace per educare alla liturgia rimane quello di celebrare bene, attraverso gesti curati, processioni, segni e ministeri vissuti con consapevolezza. Celebrazioni ben preparate aiutano infatti i fedeli a comprendere il significato profondo dei riti e a partecipare più pienamente.
Anche per questo si è ribadita l’importanza di ampliare il gruppo dei ministri e dei collaboratori della liturgia, così da poter valorizzare maggiormente i diversi servizi durante le celebrazioni.
12. Il canto: una priorità per la vita liturgica
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema del canto, riconosciuto come uno degli elementi più importanti della qualità delle celebrazioni.
Don Andres ha evidenziato la necessità di coinvolgere nuove persone, sia tra i cantori sia tra gli strumentisti, per evitare che il servizio ricada sempre sugli stessi volontari e per arricchire il repertorio musicale della comunità.
È stata inoltre comunicata una buona notizia: la Conferenza Episcopale Italiana finanzierà il 70% del costo del restauro dell’organo della chiesa, un intervento significativo che contribuirà a valorizzare ulteriormente la liturgia.
L’auspicio condiviso è quello di investire sempre di più nella musica liturgica, riconoscendola come uno strumento fondamentale per favorire la partecipazione dell’assemblea e la bellezza della celebrazione.
13. La relazione del presidente della Zona Pastorale
Don Andres ha invitato Marco Bizzarri, da un anno circa presidente della Zona Pastorale, a condividere con il Consiglio le prime impressioni e l’esperienza maturata-
Marco Bizzarri ha condiviso un primo bilancio del suo incarico come presidente della Zona Pastorale, spiegando che questo primo anno è stato soprattutto un tempo di conoscenza e di comprensione del funzionamento degli organismi diocesani e zonali.
Ha partecipato ai lavori del Consiglio Pastorale Diocesano, dove sono presenti i presidenti delle Zone Pastorali, i rappresentanti delle associazioni ecclesiali e il Vescovo. Gli incontri rappresentano un’importante occasione di formazione, confronto e scambio tra realtà molto diverse della diocesi. Oltre alla verifica del cammino pastorale, si è iniziato a riflettere anche sul prossimo anno pastorale, dedicato al tema del Pane.
A livello di Zona Pastorale, Marco ha preso parte ai lavori delle diverse commissioni (catechesi, liturgia, carità e giovani), che preparano e coordinano le principali iniziative comuni, come la Veglia di Pentecoste, il ritiro a San Luca e la Giornata dei Poveri. L’esperienza è stata giudicata molto positiva e ha permesso di conoscere meglio il valore della collaborazione tra le parrocchie del territorio.
14. La Zona Pastorale: rafforzare la partecipazione alle commissioni
Don Andres ha ricordato l’importanza della presenza stabile dei rappresentanti della parrocchia nelle commissioni della Zona Pastorale.
Per ciascun ambito pastorale sono stati individuati due referenti, così da garantire continuità anche quando uno dei due fosse impossibilitato a partecipare. L’obiettivo non è soltanto assicurare una presenza agli incontri, ma favorire uno scambio reale tra la vita della Zona Pastorale e quella della comunità parrocchiale.
È stato sottolineato come una partecipazione costante permetta di condividere idee, proposte ed esperienze, evitando che le iniziative di zona vengano percepite come decisioni “calate dall’alto”. Al contrario, esse possono diventare occasioni vissute e costruite insieme dalle comunità.
Conferma dei referenti
Il Consiglio ha confermato la disponibilità dei rappresentanti già individuati per le diverse commissioni pastorali, invitando tutti a comunicare per tempo eventuali impedimenti, così da garantire sempre la presenza della parrocchia agli incontri della Zona Pastorale.
- Liturgia: Marco PIergiovanni e Michele Punzetti
- Catechesi Luigi Rovigatti, Stefania La Giglia, Francesco Manfredi
- Giovani: Francesca Punzetti, Giacomo Fantazzini
- Carità: Rossano Barbero, Maurizio Molinari.
Don Andres ha inoltre ricordato l’importanza della partecipazione anche dei diaconi e dei ministri istituiti, affinché il lavoro di coordinamento e di comunione tra le parrocchie possa essere sempre più condiviso e rappresentativo dell’intera comunità.
Coordinare il calendario della Zona Pastorale
Don Andres ha ricordato l’importanza di costruire con anticipo un calendario condiviso tra le parrocchie della Zona Pastorale.
La programmazione comune permette di evitare sovrapposizioni tra iniziative e favorisce la partecipazione agli eventi promossi insieme. Per questo ogni comunità è chiamata a presentare per tempo i propri appuntamenti principali, così da poter armonizzare il calendario dell’intero anno pastorale.
15. La missione giovani: un progetto da rilanciare
Don Andres ha condiviso alcune preoccupazioni riguardo alla Missione Giovani prevista per il mese di ottobre. Il progetto, così come era stato presentato, richiedeva un significativo lavoro di preparazione nei mesi precedenti, soprattutto nei contatti con le scuole e con il territorio. Tuttavia, a causa di alcune difficoltà organizzative e della mancanza di un adeguato coordinamento, questo lavoro preliminare non è stato avviato.
Alla luce della situazione, resta da verificare se la missione potrà svolgersi secondo il programma previsto. Il tema sarà affrontato nel successivo incontro della Zona Pastorale, nella speranza di ricevere indicazioni più precise sul futuro dell’iniziativa.
Nel confronto è stato sottolineato che il successo di una missione dipende soprattutto dalla preparazione della comunità e dalla capacità della parrocchia di accompagnare nel tempo le persone che verranno coinvolte. Più che un evento isolato, la missione deve essere inserita in un percorso pastorale capace di generare relazioni e continuità.
UPDATAE: dopo l’incontro con don Alessandro Marchesini e don Valerio Volpi, si è deciso di rimandare la missione all’ultima settimana di ottobre, dal 25/10 al 1/11.
16. La Pisside di Monte Sole
Tra le iniziative del prossimo anno pastorale è stata proposta l’accoglienza della Pisside di Monte Sole, segno del cammino diocesano dedicato all’Anno della Parola e già in pellegrinaggio tra le parrocchie della diocesi.
Don Andres ha richiesto che la Pisside possa essere presente nella nostra comunità in occasione della festa dell’Immacolata. L’idea è quella di inserirla nella celebrazione presieduta dal cardinale Matteo Zuppi la sera del 7 dicembre, seguita da un momento di festa comunitaria.
Qualora non fosse possibile averla in quella data, sarà comunque valutata la possibilità di accoglierla in un altro periodo dell’anno pastorale, così da offrire alla comunità un’occasione significativa di preghiera e riflessione.
C. Aggiornamenti dalle varie realtà parrocchiali
Maurizio, assente, ha fatto sapere a don Andres che nel Mensana non si sono aggiornamenti particolari. Tutto procede bene. Ci saranno nuovi ingressi nei prossimi giorni.
Centro di ascolto e distribuzione alimenti chiuderà per il periodo estivo.
1. Associazione APE: un presidio educativo per il territorio
Alessandro Albergamo ha presentato il bilancio delle attività dell’Associazione APE, confermando il ruolo sempre più importante che essa svolge come strumento educativo della parrocchia.
Nell’anno scolastico appena concluso il doposcuola ha accolto 82 ragazzi tra scuole medie e superiori, seguiti da un’équipe composta da sette educatori e da un volontario del Servizio Civile. Pur con un leggero calo rispetto agli anni precedenti, le iscrizioni si sono ormai stabilizzate e continuano a coinvolgere numerose famiglie del territorio, molte delle quali non frequentano abitualmente la parrocchia ma ne riconoscono la qualità educativa.
Particolarmente significativo è il progetto Casa Adolescente, attivo nelle mattine scolastiche. Rivolto a ragazzi della scuola media in situazione di forte disagio e a rischio di abbandono scolastico, il progetto offre laboratori educativi che permettono ai giovani di mantenere un percorso formativo riconosciuto dalla scuola, evitando così le conseguenze legate alla dispersione scolastica. Nell’ultimo anno sono state recuperate circa 1.600 ore di frequenza, un risultato molto apprezzato sia dalle scuole sia dalle istituzioni.
L’Associazione dedica inoltre particolare attenzione alle famiglie attraverso incontri di formazione per i genitori e uno sportello pedagogico gratuito di consulenza individuale, servizi che hanno registrato una partecipazione crescente e che rappresentano un importante sostegno educativo anche per molte famiglie della comunità parrocchiale.
Don Andres ha sottolineato come questi progetti siano ormai un vero fiore all’occhiello della parrocchia, riconosciuti e stimati anche dalle istituzioni del territorio.
2. Il doposcuola del sabato continua a crescere
Elena ha presentato l’andamento dell’Aiuto Compiti del sabato, che continua a svilupparsi sia nel numero dei ragazzi sia in quello dei volontari.
Attualmente partecipano 49 bambini, mentre altre famiglie hanno già chiesto di poter inserire i propri figli nel prossimo anno. Il servizio può contare su un gruppo di circa 37 volontari, con una presenza stabile di 25-28 persone ogni sabato, che permette quasi sempre un rapporto educativo individuale o al massimo di un volontario ogni due ragazzi.
L’iniziativa cresce soprattutto grazie al passaparola tra le famiglie. Molti volontari sono arrivati invitati da amici, vicini o colleghi e, una volta sperimentata l’attività, scelgono di continuare il servizio. Per favorire la conoscenza reciproca è stata organizzata anche una cena tra tutti i volontari, occasione molto apprezzata di condivisione e fraternità.
Come momento conclusivo dell’anno è stata inoltre organizzata una gita con i bambini e i volontari, segno del clima di amicizia che si è creato nel gruppo.
Corso di italiano per le mamme
Accanto al doposcuola si sta consolidando anche il corso di lingua italiana per le mamme straniere, nato per favorire l’integrazione delle famiglie accompagnando i figli nel percorso scolastico.
L’iniziativa coinvolge attualmente un piccolo gruppo di mamme che, approfittando della presenza dei figli al doposcuola, possono dedicare il sabato mattina all’apprendimento della lingua italiana. Il progetto si è dimostrato particolarmente prezioso perché molte di loro hanno grandi difficoltà linguistiche, che rendono complicata anche la comunicazione con la scuola e con i servizi.
È emersa la necessità di rafforzare questa attività, coinvolgendo nuovi volontari che possano affiancare l’attuale insegnante e permettere una maggiore continuità del servizio. Anche in questo caso il passaparola sarà fondamentale per raggiungere altre mamme che potrebbero beneficiare dell’iniziativa.
Don Andres ha infine osservato che questo percorso potrà diventare ancora più importante con l’avvio del progetto Casa Gialla, offrendo nuove opportunità di integrazione e accompagnamento alle famiglie accolte dalla comunità.
3. Gruppo giovani: continuità, relazioni e nuove sfide
Francesca Punzetti ha presentato il cammino del gruppo giovani, accompagnato insieme a don Andres e a Giacomo Fantazzini. Durante l’anno il gruppo si è incontrato circa una volta al mese, proponendo soprattutto serate di testimonianza con persone della parrocchia o ospiti esterni. Gli incontri hanno coinvolto 10-13 ragazzi e sono stati giudicati molto positivi per partecipazione e interesse.
Per il prossimo anno sarà necessario ripensare l’organizzazione del percorso, valorizzando quanto di buono è emerso e cercando modalità ancora più coinvolgenti.
4. Post-cresima medie: gruppi vivi e nuove responsabilità
La situazione dei gruppi delle medie è nel complesso positiva. Il gruppo condiviso con Sant’Andrea continua a lavorare bene grazie a un’équipe numerosa di coordinatori, mentre per la prima media si sono create alcune difficoltà a causa del ritiro di uno degli educatori.
Laura e Simone Pio hanno garantito la continuità del gruppo, sostenuti anche da altri educatori più esperti. Per il prossimo anno si prevede l’ingresso di Maria, Elena e Andrea, con l’obiettivo di unificare il percorso di prima e seconda media e rafforzare ulteriormente il post-cresima.
È stato inoltre confermato il campo estivo, organizzato in collaborazione con il gruppo di Francesco, come momento importante di crescita e di appartenenza.
5. Le difficoltà dei gruppi delle superiori
Più complessa la situazione del post-cresima superiori. Di fatto sono rimasti attivi due gruppi:
- il gruppo di Sara -(prima e seconda superiore), che si incontra insieme alla parrocchia di San Paolo di Ravone e sta funzionando bene grazie alla collaborazione tra le due comunità;
- il gruppo di terza e quarta superiore, che invece ha subito un’interruzione improvvisa del cammino da parte degli educatori responsabili.
Francesca ha espresso dispiacere soprattutto per il modo in cui la situazione si è conclusa: i ragazzi sono stati informati della sospensione degli incontri senza un confronto preventivo con la parrocchia, rendendo difficile intervenire per tempo e offrire un sostegno agli educatori in difficoltà.
Per evitare dispersioni, i pochi ragazzi rimasti verranno accolti direttamente nel gruppo giovani, dove già partecipano molti animatori e giovani delle annate vicine.
Accompagnare gli educatori
Dal confronto è emersa con forza la necessità di accompagnare maggiormente gli educatori più giovani. Crescendo, i ragazzi non hanno bisogno soltanto di organizzare attività, ma anche di essere ascoltati, sostenuti e aiutati a leggere le proprie domande di fede e di vita.
Francesca ha chiesto un coinvolgimento più diretto dei sacerdoti nel seguire gli educatori, attraverso incontri periodici, momenti di confronto e relazioni personali. Don Andres ha riconosciuto questa esigenza, osservando che non si può aspettare che siano i ragazzi a cercare spontaneamente il confronto: è la comunità che deve creare occasioni concrete di vicinanza e accompagnamento.
Una comunità che si prende cura dei suoi giovani
Il Consiglio ha condiviso la convinzione che il gruppo giovani rappresenti una ricchezza preziosa per la parrocchia. Attualmente il percorso coinvolge circa 35 giovani, un numero significativo che richiede attenzione, cura e una collaborazione sempre più stretta tra educatori, sacerdoti e comunità.
È stato ricordato anche il valore dell’esperienza vissuta dagli educatori di Sant’Andrea, che dispongono di uno spazio comune per incontri, studio, preghiera e vita fraterna. Pur nelle difficoltà di coordinamento tra le due parrocchie, si continuerà a cercare forme concrete di collaborazione, soprattutto nei campi e nei percorsi post-cresima.
Per il prossimo anno si guarda con fiducia all’arrivo di nuovi educatori, segno che il cammino di formazione avviato negli anni sta iniziando a generare nuove disponibilità e nuove responsabilità al servizio dei ragazzi.
6. Gruppo scout BO5 (testo inviato da Lorenzo Chiapparini, assente)
In queste settimane dei nostri genitori stanno lavorando per spostare i pali (necessari per le attività estive di reparto) dal corridoio accanto alla chiesa al “cortile dell’orto”, come da richiesta di don Andres, che desidera liberare il perimetro della chiesa e lasciarlo percorribile.
Per l’anno prossimo siamo un parecchio in difficoltà per il numero dei capi che rinnoveranno la disponibilità a fare gli educatori. Abbiamo chiesto agli ex capi, ai genitori e alla zona scout di bologna aiuto. Qualcosa sta arrivando. Se conoscete qualche persona a cui pensate che possa interessare la cosa segnalatecela. (Per fare il capo scout non è necessario averlo fatto in infanzia, é centrale apprezzare e utilizzare il metodo scout per educare)
FIORE ROSSO (lupetti)
Quest’ anno abbiamo avuto molti bimbi che si conoscevano al di fuori degli scout, che da un lato crea un gruppo affiatato anche di genitori, dall’altro non ha reso facile l’instaurarsi di regole di branco e conoscenza verticale tra le annate.
Molti bimbi hanno fatto assenze anche perché frequentano altre realtà parrocchiali, con cui seguono il catechismo. Abbiamo fatto riunione prevalentemente il sabato con qualche domenica.
Circa un’uscita al mese con una di due giorni a febbraio e tre giorni ad aprile.
Abbiamo ancora difficoltà a fargli vivere il momento della messa serenamente, nel senso che a volte si annoiano e dicono di non capire. Ma abbiamo cercato di mantenere una catechesi ogni due riunioni per lavorare su questo punto.
Sono molto contenti invece di fare servizio liturgico.
Abbiamo cercato di lavorare molto sulle specialità per valorizzare i singoli, anche se tendono ad uniformare le preferenze.
Andremo la prima settimana di agosto a popolano di Marradi, tema Harry Potter. Sappiamo già di avere 2/3 assenze
PEGASO (reparto)
È stato per noi un anno pieno di cose. Nella prima parte dell’anno tutti i ragazzi tramite l’impresa di reparto hanno contribuito ad organizzare una uscita in bici. Nella seconda parte hanno realizzato le imprese di squadriglie dove alcuni hanno scritto un giornalino, altri sono andati a fare volontariato in un canile e altri ancora hanno fatto una uscita di 4 giorni nelle Marche.
Il nostro campo questa estate sarà dal 18 al 30 di luglio a Suviana.
CLAN SIRIO
Quest’anno ci siamo concentrati sul ricreare la comunità di clan, partendo dalle singole persone e dal costruire insieme la nostra sede.
Quasi ogni membro del clan ha svolto un servizio extra associativo
Abbiamo fatto una riunione settimanale circa, più due uscite. Quest’estate stiamo organizzando una route in Slovenia.
7. Adulti in cammino LUCA BARALDI
Per l’anno appena concluso abbiamo seguito le indicazioni pastorali del Cardinale utilizzando come traccia, le quattro ”P” (Pace, Poveri, Parola e Pane), aggiungendo anche la Pasqua.
La struttura degli incontri è rimasta indicativamente come quella dell’anno scorso:
- ore 18 – partecipazione alla messa prefestiva
- ore 19:30 – incontro con una riflessione iniziale di don Andres o di qualche “ospite” esterno, ed una coppia che portava la sua testimonianza sul tema. A seguire un breve scambio di opinioni in gruppo grazie a delle domande suggerite.
- Ore 20:45 – Cena insieme
Gli incontri sono stati i seguenti:
- Giustizia e Pace – Con una riflessione di don Andres (collegato al precedente incontro con il Pimpa, Marco Rodari, che ci ha testimoniato la sua esperienza a Gaza).
- I Poveri – Con una riflessione di Tommaso, confratello di don Andres.
- La Parola – Con una testimonianza di una coppia di amici della comunità di Sammartini.
- Il Pane – Incontro sostituito con la partecipazione all’Iftàr (cena di fine Ramadan) organizzato dalla comunità musulmana, presso la Parrocchia di S. Andrea.
- La Pasqua – Con una riflessione di don Andres.
Per motivi organizzativi è saltata la due giorni prevista e, in sostituzione, è stata accolta l’iniziativa diocesana che si è tenuta al Monte delle Formiche: abbiamo partecipato all’incontro con il card. Zuppi che celebrava il decennale della Amoris Letitia ed il ventesimo anniversario del Gruppo diocesano dei separati, divorziati e risposati.
Sempre molto partecipata la cena di Natale, mentre si è notato un calo delle partecipazioni verso gli ultimi incontri, per cui vorremmo provare di rivedere l’impostazione per l’anno prossimo.
8. Gruppo “Grandi non solo di età” e proposte di pellegrinaggio
Don Andres ha aggiornato il Consiglio sulle attività del gruppo dei Camminatori, coordinate insieme a Claudia.
Tra le iniziative più apprezzate dell’anno c’è stata la visita ai luoghi manzoniani di Lecco, nata come conclusione del percorso di lettura dei Promessi Sposi. La giornata ha coinvolto sia i partecipanti abituali del gruppo culturale sia alcuni membri del gruppo dei camminatori, confermando la possibilità di far dialogare esperienze diverse.
Per il prossimo anno sono allo studio nuove proposte, tra cui un pellegrinaggio a Lourdes, previsto orientativamente dal 12 al 15 ottobre, con particolare attenzione alla partecipazione delle persone con disabilità e di chi necessita di assistenza.
È stata inoltre presentata la possibilità di vivere alcuni giorni presso Borgo San Fortunato, vicino ad Assisi, una casa della CEI che accoglie gruppi per esperienze di spiritualità, lavoro e vita comunitaria, collaborando anche alla raccolta delle olive. L’iniziativa è ancora in fase di valutazione.
9. Comunicazione parrocchiale
Don Andres ha richiamato l’attenzione sul nuovo foglietto settimanale degli avvisi, preparato dalla segreteria parrocchiale e distribuito per alcuni mesi.
L’iniziativa nasce dal desiderio di migliorare la comunicazione con la comunità, offrendo informazioni più complete rispetto ai tradizionali avvisi letti al termine della Messa e favorendo una maggiore conoscenza delle attività e degli appuntamenti della parrocchia.
Comunicazione parrocchiale: foglietto settimanale, bollettino e sito
Silvana ha chiesto una verifica sull’efficacia del nuovo foglietto settimanale degli avvisi, domandando se venga effettivamente letto e utilizzato dalla comunità.
Don Andres ha ricordato che il foglietto viene pubblicato anche sui canali digitali della parrocchia, ma continua a essere stampato soprattutto pensando alle persone anziane che non utilizzano internet. Attualmente vengono preparate circa quaranta copie, anche se una parte rimane invenduta. È probabile che molti fedeli che già seguono i canali social preferiscano consultare gli avvisi direttamente online.
L’obiettivo del foglietto, tuttavia, non è soltanto riportare gli appuntamenti, ma offrire anche brevi approfondimenti, le “pillole” liturgiche e altre notizie della vita della comunità.
Dopo un confronto, il Consiglio ha espresso parere favorevole a proseguire il progetto anche nel prossimo anno pastorale, riducendo il numero delle copie cartacee a circa trenta, così da adeguare la stampa alle effettive necessità.
Il nuovo bollettino parrocchiale
Don Andres ha poi richiamato l’attenzione sul nuovo numero del bollettino parrocchiale, appena pubblicato.
L’esperienza è stata giudicata molto positiva e si è ipotizzato di realizzare tre numeri all’anno:
- a ottobre, all’inizio dell’anno pastorale;
- a gennaio, in occasione delle benedizioni pasquali;
- a maggio, a conclusione delle attività.
La nuova impostazione editoriale, predisposta con il supporto degli uffici della Diocesi, consente di realizzare una pubblicazione più ricca e curata senza gravare eccessivamente sul lavoro della parrocchia.
Rimane però aperta la questione della distribuzione. Molte copie sono ancora disponibili perché la consegna al termine delle Messe non è sufficiente a raggiungere tutte le famiglie. Tra le possibili soluzioni si è pensato di coinvolgere maggiormente i volontari che già distribuiscono altro materiale parrocchiale, pur riconoscendo le difficoltà logistiche legate alla consegna nelle cassette postali.
Il sito della parrocchia
Infine Don Andres ha invitato il Consiglio a valorizzare maggiormente il sito internet parrocchiale.
Attualmente l’aggiornamento è affidato quasi interamente a lui, con l’aiuto occasionale di alcuni collaboratori, ma il sito potrebbe diventare uno strumento molto più ricco se raccontasse con continuità le tante attività che la parrocchia vive durante l’anno.
L’invito rivolto ai membri del Consiglio è quello di collaborare nella preparazione di brevi articoli, testimonianze e resoconti delle iniziative, così da documentare e condividere la vita della comunità. L’obiettivo per il prossimo anno pastorale è costruire una comunicazione più partecipata, nella quale ciascuno possa offrire il proprio contributo.
10. Il nuovo campo sportivo parrocchiale
Matteo ha illustrato il progetto di riqualificazione del campetto esterno della parrocchia, uno degli interventi più significativi previsti per il prossimo anno pastorale.
Grazie al sostegno del Rotary Club, che finanzierà gran parte dell’intervento, sarà completamente rinnovata la pavimentazione del campo, verranno tracciate le linee regolamentari per basket e pallavolo, installato un secondo canestro e sistemato l’intero perimetro per renderlo più sicuro e fruibile.
L’investimento complessivo sarà di circa 14-15 mila euro e i lavori dovrebbero concludersi entro la fine di agosto.
L’inaugurazione è prevista per domenica 20 settembre con una festa aperta alla comunità: tornei sportivi, giochi, momenti di aggregazione e una cena insieme saranno l’occasione per restituire alla parrocchia uno spazio rinnovato, pensato soprattutto per i ragazzi e i giovani del quartiere.
È stato inoltre affrontato il tema della sicurezza dell’area adiacente al campetto. Si sta valutando la realizzazione di una passerella grigliata che elimini il dislivello esistente senza compromettere gli impianti sottostanti e la luminosità dei locali della sottochiesa.
Si fa notare che nel 2026 ricorre anche il 40esimo anniversario del campetto stesso!
11. Appuntamenti della comunità
Sono stati richiamati alcuni dei principali appuntamenti già fissati nel calendario pastorale.
Domenica 28 settembre si celebrerà il 50° anniversario di ordinazione di don Giuseppe, con la Santa Messa alle ore 18 seguita da un momento di festa comunitaria.
Per i mesi estivi è stata confermata anche quest’anno la sospensione della Messa prefestiva del sabato durante luglio e agosto, mantenendo invece la celebrazione serale della domenica alle ore 19.
12. Rinnovo del Consiglio Pastorale: una riflessione da avviare
Don Andres ha aperto un confronto sul futuro del Consiglio Pastorale Parrocchiale, ricordando che, dopo tre anni, è arrivato il momento di interrogarsi sul suo rinnovo e, soprattutto, sul modo in cui renderlo uno strumento sempre più efficace per il discernimento e la programmazione pastorale.
Tra le ipotesi emerse vi sono il rinnovo attraverso elezioni oppure la presenza di rappresentanti dei diversi ambiti della vita parrocchiale (catechesi, carità, Casa Gialla, doposcuola, giovani, APE e altri gruppi), così da garantire una partecipazione più ampia e rappresentativa.
Don Andres ha inoltre sottolineato l’importanza di rafforzare il legame tra il Consiglio Pastorale della parrocchia e il Comitato di Zona, poiché molte delle scelte future saranno sempre più condivise a livello interparrocchiale.
Il Consiglio Pastorale come luogo di discernimento
Nel dibattito è emersa una riflessione sul ruolo stesso del Consiglio Pastorale.
Alcuni interventi hanno evidenziato come il Consiglio non debba limitarsi a ricevere comunicazioni o a prendere atto di decisioni già assunte, ma debba diventare sempre più un luogo di ascolto, confronto e discernimento comunitario, nel quale individuare insieme le priorità pastorali della parrocchia.
È stato ricordato come l’Assemblea parrocchiale dello scorso anno abbia già rappresentato un importante esempio di questo stile sinodale, dal quale sono nate diverse iniziative concretamente realizzate durante l’anno.
Si è anche sottolineata l’importanza di una rappresentanza equilibrata delle diverse realtà della comunità, con particolare attenzione ai giovani, alle famiglie, alle donne e ai vari ministeri, affinché il Consiglio possa esprimere realmente la ricchezza della vita parrocchiale.
Lo statuto e il metodo di lavoro
Una parte del confronto ha riguardato lo statuto del Consiglio Pastorale del 1986, approvato molti anni fa e depositato in Curia (vedi qui lil testo)
Sono emerse sensibilità diverse: da una parte la necessità di verificare se lo statuto sia ancora attuale alla luce del cammino sinodale della Chiesa; dall’altra il richiamo a non fermarsi agli aspetti formali, ma a riflettere soprattutto sul metodo con cui il Consiglio è chiamato a operare oggi.
È stato ricordato come il cammino sinodale della Chiesa italiana inviti a privilegiare processi di ascolto, confronto e discernimento comunitario, nei quali la preghiera, l’ascolto della Parola e il dialogo precedano le decisioni operative.
Don Andres ha osservato che questo tipo di lavoro richiede anche la possibilità di confrontarsi su temi realmente attuabili nella vita concreta della parrocchia, evitando riflessioni troppo teoriche o scollegate dalle effettive possibilità pastorali.
Un percorso da costruire insieme
Come conclusione del confronto è emersa la proposta di dedicare uno specifico incontro, all’inizio del nuovo anno pastorale, per approfondire questi temi.
Prima dell’incontro saranno condivisi lo statuto vigente ed eventuali indicazioni aggiornate della Diocesi (qui il documenti inviato dal cancelliere a don Andres i giorni successivi al CPP), così da poter verificare insieme:
- le modalità di rinnovo del Consiglio Pastorale;
- la sua composizione e rappresentatività;
- il rapporto con il Comitato di Zona;
- il metodo di lavoro e di discernimento pastorale;
- le priorità indicate dalla Chiesa per il nuovo anno pastorale, dedicato al tema del Pane.
L’obiettivo condiviso è quello di rendere il Consiglio Pastorale sempre più uno spazio di partecipazione, corresponsabilità e discernimento comunitario, capace di accompagnare con maggiore efficacia la vita della parrocchia.
Prima di concludere la serata è stato anche ricordato che sarà opportuno fissare fin dall’inizio dell’anno la data di questo incontro di approfondimento, così da favorire una partecipazione ampia e preparata da parte di tutti i consiglieri.
13. Prossimo appuntamento
- Giovedì 16 luglio ore 20.30 in BVI – incontro sulla modalità di rinnovo del CPP in BVI
- Consiglio Pastorale 23 settembre 2026 ore 20.30




