Grandi non solo di età

Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?

La meditazione della parola in tempo di avvento

BOLOGNA – Il giorno 12 dicembre 2025 i “Grandi non solo di età ” si sono riuniti con don Andres per il loro incontro ordinario.

Dopo l’invocazione allo Spirito Santo mediante la lettura del cap. 9 del libro della “Sapienza” sono stati letti e meditati tre passi della Liturgia della domenica successiva, 14 dicembre:

  • Isaia 35,1-10;
  • Lettera di Giacomo 5, 7-11
  • Vangelo di Matteo, Mt 11, 2 – 11.

Come di consueto, dopo una breve meditazione personale in silenzio, sono state condivise da tutto il gruppo le riflessioni espresse da alcuni partecipanti.

Della prima lettura (Isaia) è stata evidenziata la differenza che si legge tra il periodo dell’attesa e quello successivo alla venuta messianica. Nell’attesa domina l’immagine di una terra arida e desolata, in cui il profeta esorta a ” canti di gioia e di giubilo ” e a “irrobustire le mani fiacche ” perché ” vedranno la gloria del Signore “…” Ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina “. Allo stesso modo il tempo dell’ Avvento deve essere vissuto con gioia e speranza, in quanto preparazione alla venuta, che è una venuta di pacificazione : il coraggio viene dalla consapevolezza che Lui sta arrivando.

Dopo la venuta del Messia lo scenario cambia : l’acqua ristorerà le terre riarse, i ciechi riapriranno gli occhi e i sordi le orecchie. Ci sarà una strada su cui cammineranno i riscattati dal Signore. Dobbiamo, quindi, guardare con coraggio e fiducia a Colui che ci condurrà per strade sicure. È stato chiarito il significato della parola “vendetta” ( giunge la vendetta), che sta ad indicare la giustizia di Dio, che è sì buono, ma anche giusto.

La seconda Lettura ( lettera di Giacomo) parla anch’essa dell’attesa che i profeti hanno annunciato. L’immagine dell’agricoltore, che aspetta con costanza il prezioso frutto della terra ( metafora del Natale ) rimanda allo stesso tipo di attesa: costante e fiduciosa.

La terza Lettura (il Vangelo di Matteo) ci sorprende perché Giovanni, in carcere, manda a chiedere a Gesù per mezzo dei suoi discepoli se Egli è colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro. Don Andres spiega che anche Giovanni, nonostante conosca bene Gesù, ha bisogno di sapere, anche lui non ha capito fino in fondo, anche lui è piccolo. È un invito ad accettare le nostre limitazioni, come quelle di Giovanni. È proprio in queste situazioni che veniamo aiutati, come i ciechi che riacquistano la vista, gli zoppi che camminano, i morti che risuscitano. Importante la frase di Gesù ” Beato colui che non trova in me motivo di scandalo” : è un’esortazione a non cedere, a resistere davanti ai dubbi e alle avversità.

Nelle riflessioni sono state evidenziate anche tre venute di Cristo:

  • la prima è quella storica;
  • la seconda è in noi, quella in cui dobbiamo cercarlo nei segni che ci dà;
  • la terza è quella finale, che non deve preoccuparci proprio perché Egli è già con noi.

Sono state riportate esperienze personali, in cui la presenza di Gesù in noi e l’esortazione ad ” irrobustire le mani fiacche” ha aiutato nella vita a superare momenti dolorosi e gravi lutti familiari.

A conclusione dell’incontro è stata proposta da don Andres una gita ai Luoghi manzoniani, in primavera, con tre destinazioni: Sotto il Monte ( paese natale di papa Giovanni XXIII), Bergamo e i dintorni di Lecco. A questo proposito i presenti sono stati invitati a riprendere la lettura dei ” Promessi sposi ” o almeno di alcuni capitoli. Consigliati:

  • IV storia di padre Cristoforo,
  • IX storia della monaca di Monza,
  • XX vicenda dell’ Innominato.

 

Il prossimo incontro si svolgerà martedì 13 gennaio 2026.