CASA DELLA CARITA’ – Giovedì 20 marzo 2025 c’è stato il ritiro quaresimale per i sacerdoti e i diaconi del vicariato di Bologna Ovest, alla casa della carità di Borgo Panigale. Don Marco Bernardoni ha guidato una meditazione sul tema della preghiera, con particolare attenzione alla volontà di Dio, alla prova e alla tentazione. Attraverso un’analisi dettagliata del Padre Nostro e della preghiera di Gesù nel Getsemani, secondo il vangelo di Matteo, Don Marco ha offerto spunti di riflessione che illuminano il significato della preghiera nella vita cristiana, specialmente nei momenti di difficoltà.
Il Monte come Luogo di Rivelazione
Don Marco ha iniziato sottolineando come entrambe le preghiere analizzate – il Padre Nostro e la preghiera di Gesù nel Getsemani – siano state consegnate su un monte. Nella Scrittura, il monte rappresenta un luogo di intensa rivelazione, un momento in cui Dio si manifesta in modo speciale. Questo invita il lettore a prestare attenzione a ciò che accade in questi contesti, poiché sono momenti in cui la volontà di Dio si rivela in modo chiaro.
Il Padre Nostro: Preghiera di Confidenza e Abbandono
Il Padre Nostro, presente nel Vangelo di Matteo (capitolo 6), è una preghiera che esprime una profonda confidenza in Dio. Don Marco ha evidenziato come questa preghiera sia rivolta a un Dio sentito come vicino, un Padre amorevole che conosce i bisogni dei suoi figli prima ancora che essi glieli chiedano. La preghiera inizia con l’invocazione “Padre nostro”, che stabilisce un rapporto intimo e fiducioso con Dio.
Le Due Parti del Padre Nostro
Il testo del Padre Nostro è diviso in due sezioni: la prima parte contiene richieste rivolte a Dio (“sia santificato il tuo nome”, “venga il tuo regno”, “sia fatta la tua volontà”), mentre la seconda parte si concentra sulle necessità umane (“dacci oggi il nostro pane quotidiano”, “rimetti a noi i nostri debiti”, “non ci indurre in tentazione”). Questa struttura riflette un duplice movimento: da un lato, l’orante si rivolge a Dio con fiducia, riconoscendo la sua grandezza e la sua volontà; dall’altro, chiede aiuto per le proprie fragilità e bisogni quotidiani.
La Volontà di Dio come Misericordia
Don Marco ha approfondito il significato della volontà di Dio, citando il commento di Ulrich Luz sul Vangelo di Matteo. La volontà di Dio non è un destino imposto, ma un invito a collaborare con Lui per realizzare il suo regno di misericordia e giustizia. La preghiera del Padre Nostro non è solo una richiesta passiva, ma un impegno attivo a vivere secondo la volontà di Dio, che si manifesta come amore e misericordia.
La Preghiera nel Getsemani: Gesù di Fronte alla Prova
Passando alla preghiera di Gesù nel Getsemani (Matteo 26), Don Marco ha sottolineato come questa preghiera rappresenti il culmine della lotta interiore di Gesù di fronte alla prospettiva della sua passione e morte. Gesù, pur provando angoscia e tristezza, si abbandona completamente alla volontà del Padre, dicendo: “Non come voglio io, ma come vuoi tu”.
La Prova come Occasione di Crescita
La prova, ha spiegato Don Marco, non è necessariamente negativa. Nella Scrittura, Dio spesso mette alla prova il cuore dell’uomo per saggiare la sua fedeltà e aiutarlo a crescere nella fede. Tuttavia, la prova può diventare un terreno fertile per la tentazione, specialmente quando il credente è chiamato a confrontarsi con situazioni di sofferenza innocente o di apparente assurdità.
La Tentazione di Maledire il Padre
La grande tentazione, ha continuato Don Marco, è quella di maledire il Padre, di dubitare della sua bontà e del suo amore. Gesù, nel Getsemani, resiste a questa tentazione, confermando la sua fiducia nel Padre e nella sua volontà di vita. La preghiera diventa così un’arma potente per affrontare la prova e resistere alla tentazione.
Sant’Ignazio di Loyola, nei suoi Esercizi Spirituali, fornisce indicazioni per comprendere le emozioni interiori e distinguere tra quelle che avvicinano a Dio e quelle che allontanano. Egli evidenzia il pericolo della tiepidezza spirituale: la mancanza di esercizio nella preghiera può portare alla desolazione. Ignazio offre tre suggerimenti fondamentali per resistere alla tentazione:
- Affrontare con coraggio la prova: Il tentatore si indebolisce di fronte alla determinazione spirituale.
- Rivelare le tentazioni a una guida spirituale: Il nemico preferisce rimanere nascosto; confessare le proprie difficoltà lo smaschera.
- Conoscere le proprie fragilità: Il tentatore attacca laddove siamo più vulnerabili.
La Preghiera come Esercizio Quotidiano
Don Marco ha concluso la sua meditazione sottolineando l’importanza della preghiera come esercizio quotidiano. La preghiera non è solo un momento di richiesta, ma un modo per plasmare la propria coscienza filiale, per imparare a vivere nella fiducia e nell’abbandono a Dio. La preghiera del Padre Nostro e la preghiera di Gesù nel Getsemani ci insegnano che la preghiera nella prova non è qualcosa che si improvvisa, ma che si prepara giorno dopo giorno, attraverso un rapporto costante con Dio.
La Necessità dello Spirito Santo
Infine, Don Marco ha ricordato che la preghiera autentica è possibile solo grazie al dono dello Spirito Santo, che grida in noi “Abbà, Padre”. Chiedere lo Spirito Santo e custodire il suo dono è essenziale per vivere una vita di preghiera che ci sostenga nelle prove inevitabili della vita. Il ritmo frenetico della vita, l’attivismo incessante e la dispersione possono allontanarci dalla preghiera. Il rischio è quello di considerare la celebrazione dell’Eucaristia come un atto rituale senza un’autentica interiorizzazione. La mancanza di silenzio e di ascolto può rendere difficile il discernimento spirituale.
Inoltre, il cammino sinodale rappresenta una sfida. Le difficoltà, la fatica e la delusione possono portare a un distacco dalla Chiesa. Tuttavia, il Sinodo è un’opportunità di riforma e di crescita comunitaria, un segno dei tempi che chiede coinvolgimento.
Come affermava Sant’Ignazio, nei momenti di desolazione non bisogna prendere decisioni radicali, ma intensificare la preghiera, la meditazione e la penitenza. La Quaresima è un tempo propizio per questo esercizio di conversione.
Conclusione: Vegliare e Pregare
La meditazione di Don Marco Bernardoni ci invita a vivere la preghiera come un’esperienza di confidenza e abbandono a Dio, specialmente nei momenti di prova. Vegliare e pregare, come Gesù ha chiesto ai suoi discepoli nel Getsemani, diventa un impegno quotidiano per rimanere vigilanti e fedeli alla volontà di Dio, che è sempre volontà di vita e di misericordia.
Buona Quaresima a tutti, e che questo tempo di silenzio e preghiera ci aiuti a crescere nella fiducia e nell’amore verso il Padre.