Catechesi di Zona

Bambini e genitori a scuola di comunione con il Vescovo Matteo

La comunione è molto più di un sacramento da ricevere: è un “gesto” quotidiano da imparare e vivere

BOLOGNA – Un pomeriggio speciale per riscoprire, grandi e piccoli insieme, che la Comunione è molto più di un sacramento da ricevere: è un “gesto” quotidiano da imparare e vivere. Questo è lo spirito che ha animato l’incontro dei bambini e dei genitori in preparazione alla Prima Comunione, tenutosi lo scorso 1° marzo 2026 presso la parrocchia della Beata Vergine Immacolata.

L’iniziativa, promossa dall’Ufficio Catechistico Diocesano, ha visto la partecipazione di circa 70 bambini accompagnati dai loro genitori insieme ai catechisti, provenienti dalle tre parrocchie della zona: Sant’Andrea, Beata Vergine Immacolata e Cristo Re.

Il gioco dei gesti: un catechismo in movimento

Mentre i genitori si ritrovavano in chiesa per un momento di preghiera iniziale e per l’atteso collegamento in streaming con l’Arcivescovo, i bambini sono stati accolti in palestra e coinvolti in un vivace laboratorio di “gesti di comunione”.

Divisi in cinque gruppi contraddistinti da adesivi colorati, i piccoli hanno ruotato tra altrettante postazioni, ognuna dedicata a un’azione positiva ispirata al Vangelo:

  • Fare la pace: per imparare il perdono, ispirati dal passo di Matteo (18, 21-22).
  • Darsi una mano: per scoprire la condivisione, come nella moltiplicazione dei pani e dei pesci (Mt 14, 13-21).
  • Accogliere un dono: per esercitarsi nella cura e nella collaborazione, sull’esempio del seminatore (Mc 4, 1-20).
  • Fare festa: per vivere la gioia, come gli invitati alle nozze (Mt 9, 14-15).
  • Ti voglio bene: per costruire legami, ricordando la richiesta di Gesù agli amici nel Getsemani (Mt 26, 36-44).

Ogni gioco, della durata di circa dieci minuti, era un piccolo laboratorio per “imparare facendo” cosa significa essere comunità.

Integrale dell’intervento dell’Arcivescovo

Questo contenuto non è disponibile per via delle tue sui cookie

“Un catechismo che educa alla vita”: il dialogo con i genitori

In parallelo, in chiesa e poi nei gruppi di condivisione, i genitori sono stati guidati in una riflessione più profonda, partendo da una domanda centrale: che sapore ha la domenica nelle nostre famiglie?

Con l’aiuto di una “griglia della memoria”, gli adulti hanno ripercorso le varie fasi della loro vita (infanzia, adolescenza, giovinezza) con l’obiettivo di condividere liberamente le proprie esperienze, senza alcun giudizio, per riscoprire come la Parrocchia possa essere uno spazio che influenza e arricchisce la percezione della domenica, trasformandola da un giorno di “dovere” o di frenetico “fare” a un giorno prezioso per l'”incontrare”.

Chi incontriamo la domenica in parrocchia? I genitori nei loro interventi riconosco come positive le proposte fatte dai catechisti e sottolineano l’importanza che la Comunità continui a proporre ai bambini e ai ragazzi esperienze coinvolgenti perché questi appuntamenti soddisfano quel desiderio di accoglienza e di condivisione che è anche dei genitori. Infine abbiamo provato a fissare la memoria su alcune Parole del Vangelo che più di altre sono rimaste e, come piccole scintille, continuano a fare luce nella vita di queste famiglie: ricorre l’immagine della casa sulla roccia, della pecorella smarrita, la preghiera del pubblicano e del fariseo, chi è senza peccato scagli la prima pietra… tutte parole che profumano di casa e aprono la via di un ritorno.

La benedizione del vescovo Matteo: il coraggio di chiedere aiuto

Il momento clou è stato il collegamento con l’Arcivescovo, che ha offerto a tutti una chiave di lettura profonda e vera del cammino che stanno percorrendo.

Nel suo saluto, il Vescovo Matteo ha parlato ai bambini con semplicità, ma il suo messaggio ha raggiunto il cuore di tutti i presenti, grandi e piccoli. Parlando di un episodio del Vangelo in cui un uomo chiede aiuto a Gesù per suo figlio, l’Arcivescovo ha sottolineato la forza e la bellezza di una preghiera semplice e sincera: “Credo, aiutami nella mia incredulità”.

“A volte si pensa che per ricevere la Comunione si debba essere già perfetti e credere in tutto senza dubbi”, Il primo gesto di comunione che possiamo imparare è proprio questo: avere il coraggio di dirgli: ‘Signore, ci sono cose che non capisco, ma io credo in te. Aiutami tu a credere di più'”.

Un messaggio di grande conforto e incoraggiamento per i bambini che si affacciano a questo Sacramento, ma anche e soprattutto per i loro genitori, chiamati a essere i primi testimoni di una fede che non deve avere paura a porre domande e che invita a cercare il sostegno nella Comunità.

Conclusione insieme con una bella messa partecipata

La conclusione del pomeriggio ha visto tutti riuniti in chiesa per la preghiera, la benedizione finale e la merenda, per culminare poi nella partecipazione alla Santa Messa.

Durante la celebrazione, i cartelloni realizzati nel pomeriggio hanno trovato un posto speciale, diventando la traccia visiva per scandire i momenti della liturgia:

  1. FARE FESTA: per l’introduzione, ricordando che è Gesù a invitarci.
  2. ACCOGLIERE UN DONO: prima delle letture, per disporre il cuore all’ascolto.
  3. FARE LA PACE: prima della Comunione, per aprire il cuore al perdono.
  4. DARSI UNA MANO: a conclusione, come impegno a tradurre l’Eucaristia in gesti concreti di solidarietà.

E mentre i bambini sventolavano le palette a forma di mano realizzate durante l’attività del pomeriggio, tutta l’assemblea ha potuto cantare insieme il canto “Resta accanto a me”, suggellando un’esperienza che ha messo al centro il valore semplice e profondo del fare comunione insieme, come una grande famiglia, riconoscendo in Gesù il centro di tutto.

>> La galleria fotografica <<