BOLOGNA – Martedì 13 gennaio 2026 il gruppo dei “Grandi non solo d’età” si è ritrovato per un momento di ascolto, preghiera e condivisione attorno alla Parola di Dio. Coordinato da don Andres, l’incontro ha offerto l’occasione per meditare insieme sul tema della chiamata, filo conduttore delle letture liturgiche della II Domenica del Tempo Ordinario (Anno A).
Dopo l’invocazione allo Spirito Santo, attraverso la lettura del capitolo 9 del Libro della Sapienza, sono stati proclamati i seguenti brani biblici: Isaia 49,3-6; 1 Corinzi 1,1-3; Vangelo di Giovanni 1,29-34.
Terminata la consueta meditazione personale e silenziosa, il gruppo ha condiviso alcune riflessioni, dalle quali è emerso con forza il tema della chiamata.
Prima lettura (Isaia)
Dio chiama il suo servo fin dal seno materno e gli dice: «Mio servo tu sei, sul quale manifesterò la mia gloria». Questo richiamo esprime la certezza che Dio cerca ciascuno di noi ed entra in profondità nella nostra vita, rendendoci «luce delle nazioni».
Seconda lettura (1 Corinzi)
Ritorna il tema della chiamata nelle parole di san Paolo, “chiamato” a essere apostolo di Gesù Cristo, che si rivolge a coloro che sono santi per chiamata. Tutti siamo chiamati, ma restiamo liberi di rispondere oppure no.
Vangelo (Giovanni)
Giovanni il Battista testimonia di aver contemplato lo Spirito discendere dal cielo come una colomba e rimanere su Colui che battezza nello Spirito Santo, a differenza di Giovanni che battezza con acqua. Significativo il gioco di parole: «Dopo di me viene un uomo che è davanti a me, perché era prima di me».
Il gruppo si è soffermato sul fatto che, nel Vangelo di Giovanni, Gesù è presentato come l’Agnello che toglie il peccato del mondo, e non i peccati del mondo. Il peccato del mondo, per eccellenza, è infatti il rifiuto di riconoscere Gesù come l’inviato di Dio, il rifiuto stesso di Dio. È stato inoltre ricordato che il verbo “togliere” assume qui il significato più ampio di portare, sostenere sulle spalle.
Successivamente don Andres ha sintetizzato e completato i vari interventi.
Riguardo al brano di Isaia, ha messo in evidenza le parole del servo: «Invano ho faticato, per nulla e invano ho consumato le mie forze». Esse esprimono la fatica e il patimento, ma anche una profonda fiducia nel Signore: «Il mio diritto, la mia ricompensa sono nel Signore». Essere chiamati non significa essere esenti dalla fatica, ma vivere la prova nella fiducia, che è già una grande ricompensa.
Commentando la Lettera ai Corinzi, don Andres ha sottolineato che Paolo si rivolge non solo ai santi per chiamata, ma anche a «tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore»: siamo chiamati, ma possiamo anche chiamare il Signore ed essere da Lui ascoltati.
Nel Vangelo, infine, è stato messo in risalto il gesto di Giovanni che indica Gesù: un gesto che esprime la capacità di riconoscerLo anche senza conoscerLo pienamente. Nella nostra relazione con il Signore siamo invitati a chiamarLo e a indicarLo nelle fatiche, nella sofferenza, nella vecchiaia e nelle difficoltà della vita.
In conclusione, don Andres ha comunicato le date previste per la gita ai Luoghi manzoniani, in programma da sabato 30 maggio a martedì 2 giugno. Il viaggio si svolgerà in auto e prevede le tappe di Lecco, Vercurago (presso i Padri Somaschi) e Sotto il Monte. Il costo indicativo è di circa 300 euro.
Il prossimo incontro dei “Grandi non solo d’età” si terrà mercoledì 18 febbraio alle ore 9.30.
Promessi sposi
Nella seconda parte dell’incontro, in preparazione alla gita, è stata proposta la lettura di alcuni passi del capitolo IV dei Promessi sposi, seguita da una breve analisi narratologica.


