Lutto

Antenore, una vita segnata dalla dedizione, dalla semplicità e da una fede operosa

Ricordi di una vita vissuta nella fede, nella comunità e nell’amore per gli altri

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S.ANDREA – Giovedì 15 gennaio 2026 parrocchiani e amici si sono raccolti dopo la messa nel ricordo di Antenore Pignatti, recentemente tornato alla casa del Padre.

Antenore emerge dalle testimonianze come una figura profondamente radicata nella comunità di Sant’Andrea, un uomo la cui vita è stata segnata dalla dedizione, dalla semplicità e da una fede operosa. Morì da pochi giorni, lasciando un vuoto tangibile nella parrocchia e nel quartiere, ma anche un’eredità di esempi e legami che continuano a ispirare.

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Ritratto spirituale e umano

  • Uomo di preghiera e di fede: anche negli ultimi momenti, segnati dalla malattia, la preghiera era per lui un punto fermo. Si univa alle invocazioni con uno sguardo lucido, quasi a cercare conforto nella vicinanza di Maria e della “Madonnina”.
  • Semplice e affidabile: pur essendo sempre più silenzioso con l’avanzare dell’età, era “puntuale sulle cose importanti”, soprattutto nello stare insieme, nel creare occasioni di incontro e nel mantenere viva la relazione con la famiglia e la comunità.
  • Padre e riferimento: molti, incluso Don Andrea, si sentivano “come un figlio” in casa sua. La sua casa, insieme a quella della moglie Maria, era un punto di ritrovo per i preti e per molti fedeli, più della stessa chiesa in certi momenti.

Impegno nella comunità

  • Ministro della comunione: portava l’Eucaristia ai malati con una dedizione straordinaria, accompagnando il gesto sacro con piccoli segni di affetto – un fiore, un cioccolatino – che andavano “al di là del servizio”.
  • Accoglienza e accompagnamento: la sua casa era sempre aperta, luogo di incontro e di festa, come il 14 febbraio, quando radunava i sacerdoti che altrimenti sarebbero rimasti soli.
  • Evangelizzazione attraverso lo sport: promuoveva attività come la pallavolo e la ginnastica, soprattutto per i giovani, con l’intento di “tirarli fuori dai guai” e offrire loro un’alternativa di vita positiva.

Passioni e tratti caratteristici

  • Viaggiatore e narratore: organizzava viaggi studio, documentandosi su storia e geografia, e li condivideva attraverso diapositive sincronizzate con colonne sonore da lui stesso realizzate, rivelando una meticolosità quasi artistica.
  • Fotografo appassionato: immortalava momenti di vita comunitaria e paesaggi, lasciando una ricca documentazione visiva della storia locale.
  • Musica e armonica: fino agli ultimi tempi suonava e cantava in compagnia, come nella serata di dicembre con amici e chitarristi.
  • Precisione e ordine: teneva tutto in modo metodico, al punto che anche quando le forze lo abbandonavano, gli altri potevano trovare ciò che serviva grazie alla sua organizzazione.

Relazioni e legami

  • Marito di Maria: insieme a lei ha costruito una famiglia che è stata un “nido” per molti, un modello di accoglienza e di fede condivisa.
  • Amico dei sacerdoti: da don Sandro, don Giancarlo, don Tommaso, don Luciano, don Andrea, e tutti quelli che sono passati da S.Andrea… ha sempre avuto un rapporto privilegiato con i preti, sostenendoli nel loro ministero.
  • Collega e compagno: sul lavoro era noto per la sua affidabilità, capacità di lavorare in gruppo e per l’umorismo bonario – quello “sguardo canzonatorio” che faceva sentire l’altro compreso ma anche guidato.

L’eredità che lascia

Antenore non è stato solo un parrocchiano attivo, ma un costruttore di comunità. La sua scomparsa ha creato un vuoto nella “conduzione, nelle scelte pastorali, nelle preghiere, nell’accompagnamento”, ma al tempo stesso ha reso ancora più vivo il ricordo del suo esempio.

Don Andrea lo immagina già in paradiso, come intercessore che continua ad amare la sua gente e a pregare per la parrocchia. La sua vita rimane una testimonianza di come la fede si possa incarnare nella quotidianità, nell’ascolto, nella presenza silenziosa ma costante.

“Era un uomo che sapeva cosa voleva, determinato, ma sempre con il cuore in mano. La sua accoglienza non era debolezza: sapeva essere fermo nelle sue posizioni, saldo nella fede.”

Antenore ha vissuto una vita piena, radicata nella fede, aperta agli altri, ricca di passioni e di gesti concreti. La comunità di Sant’Andrea lo ricorderà non solo per quello che ha fatto, ma per quello che è stato: un punto di riferimento, un compagno di viaggio, un testimone dell’amore di Dio nel quotidiano.