Avvento 2025

La luce del Natale: Isaia e il compimento in Cristo

La salvezza viene da un bambino, figura di fragilità e potenza.

Beata Vergine Immacolata – Nel ritiro di Avvento, il diacono Silvano Tedeschi rilegge la profezia di Isaia come annuncio di una liberazione che vince le tenebre dell’uomo di ieri e di oggi.

Introduzione: Il diacono Silvano Tedeschi, nel ritiro di Zona del 19 dicembre 2025, ha offerto una meditazione sul passo di Isaia proclamato a Natale. Partendo dal dramma storico del popolo oppresso, ha mostrato come la promessa di luce e liberazione trovi il suo senso pieno in Gesù Cristo e interpelli ancora la vita del credente nel suo cammino quotidiano.

Il testo di Isaia 8,23-9,6

Ma la caligine sarà dissipata,
23poiché non ci sarà più oscurità
dove ora è angoscia.
In passato umiliò la terra di Zàbulon e la terra di Nèftali, ma in futuro renderà gloriosa la via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti.
1Il popolo che camminava nelle tenebre
ha visto una grande luce;
su coloro che abitavano in terra tenebrosa
una luce rifulse.
2Hai moltiplicato la gioia,
hai aumentato la letizia.
Gioiscono davanti a te
come si gioisce quando si miete
e come si esulta quando si divide la preda.
3Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva,
la sbarra sulle sue spalle,
e il bastone del suo aguzzino,
come nel giorno di Madian.
4Perché ogni calzatura di soldato che marciava rimbombando
e ogni mantello intriso di sangue
saranno bruciati, dati in pasto al fuoco.
5Perché un bambino è nato per noi,
ci è stato dato un figlio.
Sulle sue spalle è il potere
e il suo nome sarà:
Consigliere mirabile, Dio potente,
Padre per sempre, Principe della pace.
6Grande sarà il suo potere
e la pace non avrà fine
sul trono di Davide e sul suo regno,
che egli viene a consolidare e rafforzare
con il diritto e la giustizia, ora e per sempre.
Questo farà lo zelo del Signore degli eserciti. 

Ecco una breve sintesi:

  1. Contesto e compimento: Isaia annuncia luce e liberazione a un popolo oppresso, simboleggiando la fine dell’angoscia. Questa profezia trova piena realizzazione in Gesù, il Messia atteso, che inaugura una salvezza universale.
  2. Dalle tenebre alla gioia: La “luce” che sconfigge le tenebre è Cristo stesso. A essa si unisce una gioia concreta e comunitaria, paragonata alla mietitura (frutto e provvidenza) e alla spartizione della preda (vittoria e pace conquistata).
  3. Il Messia: un bambino con quattro nomi: La salvezza viene da un bambino, figura di fragilità e potenza. I suoi titoli – Consigliere mirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace – invitano a un personale confronto con la fede e la sequela.
  4. Una pace “già e non ancora”: La pace messianica è già donata in Cristo e può realizzarsi oggi nelle relazioni e nelle comunità che vivono la legge dell’amore. Tuttavia, il mondo vive il “travaglio” dell’attesa del compimento definitivo, tempo che chiama alla perseveranza e alle opere di carità.