Cittadinanza alimentare

Diritto al cibo? Bologna dice sì

All'incontro a Palazzo Pepoli c'era anche MenSana

Lo ius cibi è stato riconosciuto anche nello statuto del Comune di Bologna come diritto di cittadinanza fondamentale , elemento fondante di tutela per la persona, la comunità, la politica alimentare e la valorizzazione del territorio e delle sue espressioni solidaristiche e agricole.

L’impegno che l’amministrazione si è assunta in questa direzione è stato rappresentato in un incontro pubblico avvenuto il 29 marzo a Palazzo Pepoli, dove sono convenuti il Sindaco Lepore, l’Assessore Ara, il Prof. Segrè , la Prof.ssa Pertot ed altri autorevoli politici e studiosi della materia: “Dal riconoscimento del diritto al cibo (ius cibi) alle politiche alimentari: quali prospettive per Bologna?”

Molte e diverse realtà istituzionali e del mondo della solidarietà sono state invitate ad esporre il proprio impegno a favore della promozione e della garanzia della cittadinanza alimentare ovvero ad una alimentazione sana, sostenibile, adeguata nella quantità e nella quantità per tutti i cittadini .

Anche MenSana ha presentato il progetto e la realizzazione della sua mensa solidale e salutare, attraverso le parole della sua Assistente Sociale dott.ssa Massaro, che ha sottolineato come stiamo mettendo in atto un modello di assistenza che unisce solidarietà e salute, che vede impegnati volontari e professionisti per fornire alimentazione equilibrata, relazioni significative, educazione alimentare.

Per dirla con le parole del Prof. Segrè “c’è una mensa sociale, MenSana, che ha una attenzione particolare alla dieta delle persone fragili…se tutte le mense avessero la stessa attenzione …. questo avrebbe un ottimo impatto sulla salute delle persone e alla fine anche sulla riduzione dei costi sanitari”.

Il video

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L’articolo apparso nella prima pagina di Repuibblica/Bologna il 30 marzo 2025

La mensa solidale e salutista di ALESSANDRA ARINI

Seguiti da più professionisti, con tanto di tabella alimentare per bilanciare l’apporto calorico di ogni piatto con quello nutrizionale. È quello che accade alla tavola della parrocchia Beata Vergine Immacolata della Barca, dove c’è la prima mensa solidale e salutare della città e d’Italia, secondo uno studio condotto dal professore Andrea Segrè: è MenSana.

Un’iniziativa nata nell’ottobre 2022, per aggregare attorno a un menù su misura 15 commensali alla volta, che soffrono di varie patologie ma non possono permettersi una vera dieta. Ad arrivare qui, tre giorni a settimana in presenza e i restanti per la modalità d’asporto, sono persone in disagio economico con diabete, colesterolo alto o malattie cardiovascolari, segnalate dai servizi socio- sanitari, come dalla Caritas. Ma anche tanti soli, muniti di cucina e di un reddito sufficiente, ma impossibilitati a provvedere al proprio fabbisogno in modo autonomo.

Nel team, oltre alla nutrizionista, un’endocrinologa e un medico di famiglia. Insieme creano il menù, il più possibile personalizzato per ogni ospite e una volta al mese misurano i parametri di chi accolgono: girovita, peso e pressione arteriosa. « Si inizia sempre con l’insalata per evitare l’innalzamento del picco glicemico, poi la pasta – non più di 80 grammi e sempre con sughi di verdure- e ancora il secondo, alternando tra quelli proteici. Frutta e nessun dolce», spiega Anna Stella Massaro, assistente sociale tra le fondatrici con Don Giuseppe Ponzoni e Don Andres Bergamini.

A sedersi a pranzo, oltre alle professioniste coinvolte, che danno gratuitamente la loro disponibilità, anche le cuoche, tutte volontarie. Perché un altro ingrediente è l’attenzione. «Si mangia correttamente, i piatti vengono raccontanti per fare educazione alimentare. Ma allo stesso tempo si lavora sulle relazioni, sullo stare insieme. Speriamo altri replichino» , conclude Massaro.